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DeGusto
21.01
Come sono andate le bollicine italiane nel mondo nel 2013?

Le bollicine e gli spumanti italiani sono ancora sulla cresta dell’onda nel Mondo. L’Italia ha prodotto 429 milioni di bottiglie con giacenze ridotte al minimo da anni.

La prima stima dei consumi mondiali indica che sono circa 285/295 i milioni di bottiglie di provenienza italiana stappate nel 2013. Meno dell’1% sono prodotte con il metodo tradizionale, principalmente Trento doc e Franciacorta. Oltre il 99% sono spumanti ottenuti con il metodo italiano (ex Charmat) divisi in tre brand: Prosecco Dop (docg+doc) per il 62%, Asti docg per il 21,7%, altri spumanti generici per il 15,3%.

L’Europa si conferma il mercato leader con 170-175 milioni di bottiglie stappate, in crescita del 4%, grazie alle performance eccezionali in Gran Bretagna e del nord Europa. La crescita è più contenuta in Austria, Polonia, Benelux mentre le bollicine italiane va meno bene in Francia, Spagna e soprattutto in Germania, dove si registra un forte calo dei volumi e leggera crescita valori.

L’Asia ha stappato 56 milioni di bottiglie. Cina, Russia, Indocina e Corea proseguono la crescita, con un giro d’affari, in aumento tra il 4 e il 16%, mentre la situazione è stabile in Giappone e nei paesi che si affacciano sull’Oceano Indiano.

45 sono i milioni di bottiglie italiane consumate in nord centro America e 20 milioni in sud America. Gli Usa si confermano il primo mercato per le bollicine italiane e il Brasile cresce a ritmo sostenuto, soprattutto nei valori, fra il 9 e il 18%. Nella zona a sud del Mediterraneo e nel medio Oriente si sono consumate circa 10 milioni di bottiglie. Il successo all’estero delle bollicine italiane è dovuto alla diversificazione dei consumi, alla ricerca della novità, alla comunicazione interattiva, oltre al brand Italia e al prezzo in relazione al valore aggiunto delle bottiglie made in Italy.

Il consumo nazionale interno invece è in discesa per il terzo anno consecutivo con 146 milioni di bottiglie stappate nell’arco del 2013, di cui 5,6 milioni straniere (Champagne, Cava e altri). Il calo dei consumi è del 3,7% (4,9% nell’horeca), mentre i valori al consumo segnano un +1,1% per le vendite nella grande distribuzione organizzata. La perdita più significativa nei consumi si registra per lo Champagne (-16%), per il metodo tradizionale italiano (-9%) e per gli spumanti generici (-7%). Le principali cause della diminuzione delle bottiglie stappate in Italia vanno ricercate nella rinuncia al superfluo, nella diminuzione delle occasioni di consumo fuori casa, nella ricerca del prezzo basso, nel ritorno alla ritualità e alla stagionalità dei consumi.

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I dati sono forniti dall'Osve (vai al sito), l'osservatorio dei vini.



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