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Mistero
13.01
Il mistero del castello di San Polo

Se siete passati per San Polo di Piave sicuramente avrete notato una affascinante costruzione in stile gotico. Questa è la sua storia.

Può sembrare una vera bizzarria, un angolo di vecchia Inghilterra nella campagna trevigiana. Villa Papadopoli Giol di San Polo di Piave è una originale costruzione in stile neogotico, che si può ammirare anche dalla strada, a due passi dal Bar Al Castello (vai alla pagina Facebook).

La villa è intitolata ai precedenti proprietari. I Papadopoli erano dei ricchi commercianti di Corfù che alla fine del 1700 si trasferirono a Venezia, dove in breve tempo diventarono tra i personaggi più ricchi e influenti in città. In terraferma si resero protagonisti di molti investimenti tra cui il feudo di San Polo di Piave, dove iniziarono a ristrutturare un palazzo preesistente, per loro di modeste dimensioni. Si trattava di una rocca fatta costruire dai Da Tolentino alla metà del 1400. Mauruzzi da Tolentino era un capitano di ventura di origine marchigiana al servizio della Repubblica di Venezia che, in virtù dei suoi servigi, aveva ottenuto per il godimento delle terre nella campagna sanpolese.

Una prima modifica dell’edificio avvenne 1865, ma il vero e proprio restyling ed ampliamento in chiave neogotica del palazzo risale al periodo tra il 1880 e il 1890. Diversi architetti e progettisti vennero interpellati per la ristrutturazione tra cui anche Giuseppe Jappelli, l’autore del caffè Pedrocchi a Padova. Alla fine però il progetto più convincente il fu quello del torinese Giovan Battista Ferrante che propose un radicale adattamento in stile neogotico, in quel momento era di gran moda in tutta Europa il gotic revival. L’interno del palazzo venne decorato con sfarzosi arredi, numerose opere d’arte e all’esterno venne realizzato un grandioso parco con laghetti, peschiere e cascatelle d’acqua. Nel 1902 Villa Papadopoli Giol fu la location da favola per il matrimonio di Clotilde Vera Papadopoli con il conte Gilberto Arrivabene Valenti Gonzaga, uno spettacolare matrimonio con invitati illustri da tutta Italia, tra cui anche la regina Margherita di Savoia.

Ma pochi anni dopo la situazione economica della famiglia Papadopoli peggiorò notevolmente, scoppiò la prima guerra mondiale e Villa Papadopoli Giol venne usata come caserma dagli austriaci e bombardata dagli italiani. Nel 1919 i Papadopoli, a causa dei debiti, furono costretti a vedere e il palazzo che venne acquistato da Giovanni Giol, un vero self made man dell’epoca. Figlio di contadini, partito poverissimo da Vigonovo di Fontanafredda, aveva fatto fortuna in Argentina diventando uno dei più grandi produttori di vino. Finita la prima guerra mondiale, tornò in Italia ed acquistò numerosi terreni a San Polo, Ormelle, Mareno di Piave e Cimadolmo ed anche Villa Papadopoli che sistemò dai danni che aveva subito durante la guerra per farne la sua residenza. Negli anni ’20 e ’30 Giovanni Giol fu un fervente sostenitore del fascismo, podestà locale e organizzò proprio a villa Papadopoli un grande raduno fascista il 14 settembre del 1927.

Oggi la villa è usata come location per matrimoni ed eventi e viene aperta alcuni giorni all’anno in occasione di particolari manifestazioni. Dall’esterno si può ammirare quello che è il retro del palazzo, il vero ingresso è dalla parte del giardino. E’ comunque molto affascinante con i finestroni gotici, gli alti pinnacoli, le due torri quadrate, le finestre all’inglese bow window. Dopo aver ammirato la villa ci si può fermare al Bar Al Castello, dall’altra parte della strada dove c’è anche un comodo parcheggio. Nel locale si possono gustare aperitivi, spritz, vini e una ottima selezione di birre di qualità, tra cui Mönchshof, Duvel, Du Boucanier. A pranzo propone piatti veloci, ma anche primi, piatti di carne e pesce alla griglia. 



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